| domain registration free web stats - free invisible counters - contatori per blog e forum gratis top site today | |
our links statitical links 6604site 0 site 1 site 2 site 3 site 4 site 5 site 6 site 7 site 8 site 9 site 10 site 11 site 12 site 13 site 14 site 15 site 16 site 17 site 18 site 19 site 20 site 21 site 22 site 23 site 24 site 25 site 26 site 27 site 28 site 29 site 30 site 31 site 32 site 33 site 34 site 35 site 36 site 37 site 38 site 39 site 40 site 41 site 42 site 43 site 44 site 45 site 46 site 47 site 48 site 49 site 50 site 51 site 52 site 53 site 54 site 55 site 56 site 57 site 58 site 59 site 60 site 61 site 62 site 63 site 64 site 65 site 66 site 67 site 68 site 69 site 70 site 71 site 72 site 73 site 74 site 75 site 76 site 77 site 78 site 79 site 80 site 81 site 82 site 83 site 84 site 85 site 86 site 87 site 88 site 89 site 90 site 91 site 92 site 93 site 94 site 95 site 96 site 97 site 98 site 99 |
in evidence: function setAttributeOnload(object, attribute, val) { if(window.addEventListener) { window.addEventListener("load", function(){ object[attribute] = val; }, false); } else { window.attachEvent('onload', function(){ object[attribute] = val; }); } } skip to main | skip to sidebar Tavole di riflessione martedì 6 luglio 2010 E se ci fossero gli autovelox L’impressione che si ha, percorrendo le nostre strade, è quella di trovarsi su una grande pista di autoscontro, dove, per evitare l’impatto, ti poni sulla estremità del selciato e, se tutto va bene, puoi sperare di raggiungere la tua meta incolume. Il bello è che tutti sembrano comportarsi proprio come al luna park, dove si grida per divertimento, si gira per muoversi, si arguisce per non sapere fare altro. Ma la storia non finisce all’arrivo, ammesso che riesci a farlo, in quanto non è affatto facile riuscire poi a parcheggiare e quindi raggiungere la agognata meta in quanto, molto spesso, sei costretto a tornare indietro e percorrere a piedi tanta altra strada inutile.Beh, diciamolo pure, non è certamente più un piacere prendere l’auto e andare a fare dei servizi; se così fosse, ognuno avrebbe i propri spazi e le proprie agevolazioni. Il bello è che sulle strade trovi di tutto, ma proprio di tutto che collide fortemente con il tuo bisogno di muoverti, o andare al lavoro, o svolgere dei servizi, oppure riuscire a far rotolare le gomme della tua macchina senza doverle poi cambiare se non sei abile, ma tanto abile, da dribblare le migliaia di buche sparse su tutta la parte di asfalto rimasto visibile sulle strade. Oggi si guida guardando per terra e non in avanti!Ci vuole coraggio per mettersi in viaggio, ma ci vuole ancora più coraggio per andare a comprare delle auto simili a camion, delle moto che sembrano sorvolarti su strade divenute bianche per l’usura e prive di reggere qualsiasi linea, bianca, dimezzata o gialla che sia. Il bello della soddisfazione viene evidenziato quando, a seguito di scavi per i motivi vari (e ce ne sono sempre a iosa sulle strade), vengono eseguiti dei rattoppi che sono delle autentiche storpiature che sballano completamente lo stesso livello stradale, ma finalmente possiedono, visibile, la line continua o dimezzata, ma solo per qualche metro. Nella migliore delle ipotesi rischi di sbalzare sull’altra corsia e con imprevedibili risultati altri.A volte hai veramente l’impressione che siano le macchine a portare a passaggio gli uomini, tanta è la confusione che si presenta per strada e dove ti è difficile comprendere dove inizia la responsabilità della guida, ma solo dove finisce la civiltà . La strada riesce ad evidenziare il vero senso civico al punto tale da farti passare la voglia di uscire, di mettere la benzina, di comperare una macchina, di pagare la tassa di proprietà e di pagare l’assicurazione sul veicolo e non sulla persona, tanto questa conta poco o niente, a meno che non viene elencata nel solito famigerato bollettino di fine settimana.Chissà , ma sono tante le storture comportamentali e organizzative che non sono adducibili a nessun senso razionale, tanto meno alla giustizia sociale e ancor meno alla civiltà individuale. Mi fa paura pensare adesso alla stagione balneare, ammesso che ci sia stata una stagione lavorativa!Tutto questo è come se non bastasse, in quanto bisogna poi avere a che fare con le parolacce, le minacce, le botte gratuite e il bullismo degli adulti, anche perché, per molti, si tratta di una vera e propria identità di forza, di appartenenza ad una classe sociale superiore, quella, appunto degli scassa maroni. Forse va ripensato, o meglio, pensato un sistema più corretto di educazione stradale e di civiltà , visto che la strada è diventata la cartina di tornasole del modo di essere della gente. Forse delle strade percorribili sarebbero dovute già essere costruite, come sarebbero dovuti essere organizzati dei controlli più attenti, dei limiti sostenibili di velocità , degli autovelox all’ingresso dei paesi; sono queste cose che certamente sbolliscono gli spiriti una volta a cavallo di una moto o a bordo di un super suv, e certamente porta la gente ad evitare delle multe che sono salate e potrebbero essere dei deterrenti, ma allo stesso tempo porterebbe la gente a rendersi conto di vivere in una società e non nel far west. Il cittadino ha tutti i diritti, ma ha anche dei doveri da mantenere e per i quali è l’unico responsabile delle proprie inciviltà . Di certo, però, così non è possibile sopravvivere, tanto meno pretendere di parlare di turismo. Provate a percorrere la Taranto- Campomarino (per fortuna in aluni tratti sembra siano in atto degli interventi) e poi fateci sapere, anzi, BUONAFORTUNA! Pubblicato da eyes48 alle 09:14 0 commenti domenica 13 giugno 2010 Verso la Unità d'Italia Primo Incontro di gemellaggio per il 150° della Unità 'ItaliaBenvenuti nella terra dove ha avuto inizio la unità della Nazione; dove si sono svolte le battaglie più famose e più determinanti per incominciare a costruire la libertà di un popolo; dove studenti e intellettuali, giovani innamorati che hanno detto addio alla loro bella e tanti altri, anche di altre regioni, si sono uniti per cacciare l’invasore. Questa è la terra dove sono passati gli uomini più forti, i martiri di Belfiore, che hanno posto a dimora il seme prezioso della unità per cominciare una civiltà di nazione e per inaugurare la cittadinanza italiana.Dallo scrittore e diplomatico rinascimentale Baldassarre Castiglione, di Casatico di Marcaria, questa terra pare abbia tratto, attraverso Il Cortegiano, il divenire dell’indirizzo di pensiero: la preservazione di se stessi e la conversazione per soggiornare a corte, per piacere, non soltanto al Principe Gonzaga, ma ad ogni ascoltatore per creare nella parola una sorta di unità spirituale.Le idee hanno bisogno della forza per realizzarsi, come la bellezza, ed ecco che alla forza della natura si è aggiunta quella della parola e quindi quella della lotta e dei dolori.Quando apriamo i libri di storia e arriviamo al Congresso di Vienna, si apre uno scenario inquietante, quasi incredibile per non capire il perché politico e per non riuscire a spiegare la ragione di tanta frantumazione italica. Avremmo voluto leggere di una Italia sempre unita, forte, e non frantumata e sottomessa. Avremmo voluto leggere di una nazione intrisa di valori, passati e presenti, invece abbiamo dovuto continuare a leggere la via crucis di una liberazione e poi quella ricerca, che ancora continua, di unire gli italiani.Lo abbiamo fatto passando per Castellucchio e procedendo per Curtatone, Montanara, Goito, Belfiore… Solferino e San Martino. Chi non ricorda questi luoghi? Ebbene sono i luoghi che oggi state vivendo e attraversando, quasi a voler ripercorrere la storia risorgimentale italiana e con essa la nostra storia, quella di ieri, come quella di oggi, ma soprattutto quella di domani.Questa occasione di incontro rappresenta un inizio di uno studio, ma anche di una consapevolezza; la consapevolezza che l’unità della nazione passa attraverso la unità delle idee e rende orgogliosi per l’appartenenza.Oggi stiamo avviando un primo passo verso la consapevolezza del passato, ma soprattutto del futuro, realizzando la conoscenza e dialogando orgogliosamente sul sacrificio di quanti hanno preparato per noi una nazione.Dovremmo essere tutti più patrioti, oggi e sempre, per rispettare 150 anni di lotta, a diverso titolo e per diversi motivi, ma vigili, attenti, feroci difensori delle leggi e dei diritti della persona, come pure profondamente cristiani: sono questi i grandi valori sui quali vorremmo costruire il futuro che è il vero presente.Il mio compiacimento, sentito e profondo, che unisco a quello dell’Amministrazione Comunale. e dell’Assessore alla P.I. e alla Cultura, va a questa bella iniziativa di gemellaggio con Taranto, la mia città ; la città che mi vede presente anche se assente; la città che mi ha visto, a diverso titolo e con orgoglio, patriota contro la mafia ed altre avversità come la piaga dell’usura e del racket.Grazie al Ds Antonio Pepe, mio antico amico, ma non per questo egli è qui oggi assieme ai suoi alunni e ai suoi collaboratori; egli è qui per dare il via ad una educazione permanente che vada nella direzione del rispetto della memoria per quanti hanno lottato e trovato la morte e per permetterci oggi di continuare a parlare italiano. Siamo qui tutti per ricordare l'appartenenza ad una nazione libera e speriamo pulita alla irregolarità .Castellucchio, 13.6.2010 – Teatro SOMS Pubblicato da eyes48 alle 20:00 0 commenti sabato 12 giugno 2010 Il lungo cammino della integrazione. Uniti nella fratellanza Lo sport ha la capacità di unire, ma anche di affratellare. Sono molte le occasioni in cui l’uomo può evidenziare le proprie virtù umane, ma queste, prima di essere tali, sono rinunce, accoglienza, accettazione, condivisione. La chiesa le identifica nella fede, nella speranza e nella carità : virtù teologali. La fede è la virtù per la quale noi crediamo in Dio e a tutto ciò che egli ha rivelato all'uomo. Dio è verità e verbo. Dio non ha dato a nessuno denaro, vestiti o l'automobile! Con la fede l'uomo si abbandona liberamente e completamente alla verità per compiere la sua volontà . La speranza è la virtù per la quale noi desideriamo e poniamo la nostra fiducia nelle promesse, appoggiandoci all'aiuto della grazia dello Spirito Santo per meritarla e preservarla sino alla fine della vita terrena. La carità è la virtù per la quale amiamo l’uomo al di sopra di tutto e il nostro prossimo come noi stessi; un comandamento nuovo, ovvero la pienezza della Legge divina. La carità è il vincolo di tutte la altre virtù, che anima, ispira e ordina l'agire dell'uomo. La carità rimane l'unica opportunità per l'uomo d'oggi, ovvero la sua trasformazione in homo novus, ma anche homo cives per sviluppare la sua esistenza sia in riferimento a sé stesso che alla comunità in cui vive.L’uomo non sempre riesce a condividere la presenza di una persona altra, specialmente se questa è inferiore a lui, o se è superiore a lui. Esiste una sorta di accettazione del primato di se stessi che lascia poco spazio alla considerazione ed alla stima per gli altri. Eì difficile ammettere le proprie debolezze, ma esse sono spesso causa di malesseri superiori che limitano fortemente la nostra capacità di vivere. Sarebbe molto bello, ma anche necessario, non vergognarsi di aver sbagliato e cercare, invece, la soluzione all'errore e al miglioramento futuro.“Sono qui non come profeta, ma come servo umile. Mai, mai e poi mai questa terra potrà rivivere l’oppressione di uno nei confronti dell’altro.” Ha detto Nelson Mandela durante la cerimonia di apertura del Campionato del mondo di calcio.Chi non conosce l'esperienza sudafricana dell'apartheid? Personalmente ho vissuto l'intervista con uno dei segretari di Mandela, all'epoca esuli all'estero, che portavano in giro la conoscenza della terribile realtà sudafricana.Occorre passione nelle cose che facciamo; occorre passione anche per rispettare una persona e persino un oggetto. La passione deve continuare a trasparire. Ricordiamoci che il nostro agire e tutt’altro che finito, esso non finisce mai in quanto rappresenta il legame con il passato e con il futuro. Tutto ciò che l’uomo compie rimane impresso su qualche tavola, da dove è possibile andare ad attingere per il resto della nostra vita.Esiste un agire per regole e un agire per rispetto. Entrambi i modi di agire hanno bisogno di una loro definizione, progettualità di edificazione, senza la quale non è possibile costruire l’uomo stesso, ma un essere solo che passa la sua vita su questo mondo.L’agire per regole è un cammino di rinunzia che ci porta ad identificare la filosofia del pensiero e del modo di operare, esaminando quindi ogni possibile peculiarità dell’agire dell’uomo, sia in rapporto alla propria identità , che in rapporto al tempo. Rimane chiaro il fatto che l’agire per regole è strettamente collegato al passare del tempo: il tempo rappresenta e custodisce il nostro passato e ne determina le necessità . Nell’effimero viene chiamato moda, ma nel pensiero si chiama adeguamento alla legge del tempo che scorre e ci presenta sempre nuove opportunità di conoscenza e di studio. L’agire per regole crea, costruisce l’uomo e lo rende consapevole delle difficoltà della vita. Soprattutto lo rende consapevole del prossimo e del fatto che qualsiasi carica o incarico rimane solo e soltanto un servizio a favore della umanità e mai, dico mai, a favore della prevaricazione, della ingerenza, della intrusione e dell’ostruzionismo. L’agire per regole impone anche una capacità di riconoscere e del riconoscimento dell’altro.L’agire per rispetto è invece la sintesi di quanto l’uomo è riuscito a costruire per se stesso e soprattutto di quanto riesce a mettere a disposizione degli altri. Non si può pretendere di rispettare gli altri se non siamo capaci di rispettare le regole e allora ecco che la consapevolezza del trascorrere del tempo, unito all’agire per regole, ci deve offrire la opportunità irripetibile di rispettare la persona che è al nostro fianco, quella che è più debole, quella che ha più bisogno e soprattutto quella che viene da lontano perché è fuggita, scappata da un regime totalitario o da un non regime che ha comunque affossato la persona umana. Semplicemente quella che è andata via perché vuole migliorare la propria vita e quella dei figli.L’uomo ha tante opportunità per apparire tale, anche perché ha moltissime opportunità per divenire. Il labirinto dell’agire umano è tanto grande che può offrire a chiunque un percorso di ricerca. Noi oggi chiediamo soltanto una semplice opportunità di dimostrare che abbiamo fatto qualche passo in avanti sul camino interminabile della umanità e che possiamo tendere la mano, possiamo almeno donare qualche opportunità affinché ogni persona, ogni uomo possa avere l’abbrivo a intraprendere il proprio cammino di speranza, giusto, meritato, dovuto, per dimostrare che si può essere in grado di raggiungere la civiltà e il progresso anche partendo dal basso, dalla segregazione, dall’apartheid: atroce e feroce esperienza politica del Sud Africa del quale Nelson Mandela ne è il paladino dei diritti umani, e giustamente considerato come una icona di vita per la umanità . Non si può vivere separati in casa.A volte abbiamo l’ambizione di diventare persone importanti, qualche volta ci riusciamo, qualche altra volta falliamo, ma molto speso facciamo pesare ad altri la nostra capacità , la nostra felicità . Come è possibile che altri paghino il prezzo amaro della infelicità soltanto perché noi siamo stati più fortunati, forse più favoriti dalla sorte, mentre si tratta solo e soltanto di servizio, di servire gli altri e di essere utili nel lungo processo di evoluzione e di civiltà della gente, di ogni uomo, di ogni persona umana soltanto in quanto essere umano! Ogni uomo ha un solo dovere da compiere: trasferire all'altro la propria esperienza di vita, si spera sempre positiva.One goal: education for all!Devo ringraziare l’Associazione “La Fratellanza”, come pure l'Amministrazione comunale che ci ospita e ci segue, la quale ha permesso di avviare questo lungo processo di studio, di esame e di ricerca sul fenomeno dei nostri tempi, istituendo una borsa di studio che abbiamo assegnato alla 2A, coordinatrice la prof.ssa Paola Rossi. E’ stata, questa, una esperienza che ha permesso ai nostri studenti di avvicinarsi al problema, di affrontarlo e di trarre delle considerazioni. E’ stata, soprattutto, una forte occasione per abbracciare l’immigrato e di darle la opportunità di vita che cercava.Sono, questi, ragazzi bravi, molto; sono adulti e in loro rimane custodita la nostra speranza per un futuro migliore e consapevole. Grazie, ragazzi!Castellucchio, 12.6.2010 – Teatro SOMS - Borsa di studio “La Fratellanza” Pubblicato da eyes48 alle 20:00 0 commenti mercoledì 26 maggio 2010 La regione Puglia Testa di ponte con la penisola balcanica e il vicino oriente, la Puglia è la regione che è stata maggiormente influenzata dalla colonizzazione greca, e non solo, vivendo per secoli le sue tradizioni e la sua civiltà . I resti della civiltà greco-romana rimangono ad esempio di un glorioso passato le cui tradizioni sono ancora le nostre radici, a dimostrazione del fatto che se si è in grado di capire le proprie origini si è anche in grado di capire i cambiamenti che i tempi, le innovazioni e la ricerca impongono al divenire naturale dell'uomo, come della comunità , del paese e della regione, andando così a comporre il meraviglioso, ma complesso, mosaico della Carta della vita della nazione Italia.Ci sono poche cose che contano nella vita: le tradizioni e lo sviluppo dell'uomo. Ognuno dovrebbe conoscere da dove viene e come migliorare la propria condizione, avendo a riferimento le esperienze passate e la storia del pensiero spiegata nel tempo.La tradizione rappresenta il background di ognuno di noi, la preziosa eredità del passato e, per quanto riguarda la regione Puglia (detta anche Le Puglie), sia quello greco-romano e messapico che il rinnovato collegamento economico e commerciale con il vicino oriente, dopo l'esperienza delle crociate e della ricerca di un dio e della libertà .Non pare che possa esserci una similitudine con quello risorgimentale e della resistenza?Il Gargano montuoso che si cala nell'Adriatico e continua il suo percorso con l'altopiano murgese, collinoso abbastanza per donare i suoi oli extravergine e frutti deliziosi, per poi proseguire nella splendida Valle d'Itria e con la dolce penisola salentina, culla dei fragranti vini primitivi, negramaro che bagnano una dieta mediterranea di prim'ordine e dove le brezze dell'incrocio dei mari, azzurro fino allo smeraldo, determinano una visione che va oltre la modernità e recuperano la storia passata greco e romana, dei federiciani e anche dei musulmani riponendo al centro l'uomo, quello buono e laborioso, quello studioso e di riferimento, quello industrioso e geniale... e allontanando quello introdotto e meschino.Terra di fermento di scoperte scientifiche e tecnologiche, ma pensiamo che non sia possibile comprenderle adeguatamente se non si è in grado di capirne l'uso corretto.Guardare nel passato delle Puglie potrebbe significare guardare nel passato del nostro pensiero e in buona parte di quello collettivo nazionale dove, per effetto naturale della composizione geografica, Puglia e Italia si somigliano, la storia apula è per molti versi, simile, molto simile a quella di altre parti del paese, e di certo spicchio importante per tenere fermo un mallo che forse avrebbe potuto spaccarsi sulla strada della non regola. Pubblicato da eyes48 alle 12:00 0 commenti domenica 16 maggio 2010 Collettiva in onore del Santo Patrono Giorgio Vittorio Agnini – “I trulli di Alberobello” e “Pesaggi invernali”La sua pittura esprime un sentimento di forte attrazione per la vita semplice, antica, diremmo arcaica per restare in tema di naif. Tratti precisi, ma spesso inclinati quasi a voler imitare l’andare, non sempre regolare, degli uomini. In Vittorio Agnini sembra che la natura imiti e riprenda la società . I trulli, tipiche costruzioni rurali arcaiche, appunto, riprendono il semplice modo di vivere, mentre il fiume recupera il senso della poetica della natura, ma anche quella del fanciullo che ama vivere lungo le rive del fiume, o del canale, quasi a voler ricordare, senza ponte, la città dei due mari, o dei due borghi. Muri a secco, terrazze ben coibentate, ma prive del degrado lento e inesorabile dei muri moderni. Quei muri di Vittorio non sentono le avversità climatiche, ma al tempo stesso sembrano rispettare la natura e incastonarsi in essa per divenire un tutt’uno. (Angelo Scialpi)Cataldo Bicchierri - “La marina”La sua marina richiama i colori dell’arcobaleno, ma soprattutto sembra voler determinare le ire della natura quando viene scossa da forze interiori e quando l’uomo non riesce a conferirle il giusto e dovuto rispetto. L’autore avverte la bellezza del mare, la varietà della terra con la sua produzione, ma sembra voler mettere tutti in guarda da un eventuale maltrattamento che la natura stessa può subire. Una opera attuale, specialmente se pensiamo che quei colori potrebbero tingersi tutti di nero e nessuno sembra avere la forza di dire qualche parola, o magari di andare a ripensare altra fonte di energia per soddisfare i bisogni della gente. Nell’opera di Bicchieri il sole brilla sempre, anche quando sopraggiunge la devastazione. E’ questo il segnale che dopo ogni momento di difficoltà , deve intervenire la ragione. (Angelo Scialpi)Filomena Boezio – “Blu cobalto”La dolcezza del blu cobalto trasmette luminosità e gioia di vivere. Bella la immagine dei due tulipani che sembrano volersi raggiungere per determinare la gioia dell’incontro e la esaltazione della natura. Adornati di petali diversi che diventano colori, l’opera conferisce al fruitore un desiderio di ricerca della serenità che rimane interamente custodita nelle cose semplici, ma forti; fragili, ma belle per effetto della loro naturalezza. Una opera di valore artistico, ma anche di profonda meditazione che ricerca la razionalità . Davvero bella e riuscita! Se l’autrice voleva trasferire la sua femminilità su una tela, lo ha fatto proprio bene! (Angelo Scialpi)Anna Maria Castaldo – “Barche al molo” e “Madre dei pescatori”C’è il sentimento della protezione in ciò che l’autrice intende rappresentare, e lo fa in maniera religiosa, quasi a voler sottolineare il fatto che senza un riferimento rimane soltanto il pericolo della vita, di ciò che è dietro l’angolo. La figura della Madonna rimane dominante, anche nell’altra opera della pittrice, anche se non visibile, in quanto la sua luce si diffonde su tutto l’ambiente e le conferisce quello sguardo divino che è sufficiente a lenire le fatiche del dover vivere vicino al mare e del mare. Il duro lavoro viene ben compreso da coloro che, pur nel silenzio, continuano ad amarci senza chiedere nulla in cambio. E’ il miracolo della fede, ma è anche la speranza che diventi realtà ! Scene significative di un tempo che era intriso di sacrifici e di sofferenze. (Angelo Scialpi)Daniela Curci – “ Volo” e “Poseidonia”La ricerca della complessità nella pianta marina si potrebbe tradurre in ammirazione, ma anche in esempio per l’uomo, La poseidonia è l’unica pianta marina provvista di radici e quindi adatta ai fondali marini, come dire alla identificazione della forza sulla difficoltà . Le piante di poseidonia danno origine a delle praterie sottomarine in cui viene custodita la vita animale e quindi la continuità . Ogni cosa bella, come ogni successo, si realizza con la forza. La forza dell’arte della Curci sembra poi trasferirsi, attraverso l’acrilico, nell’aria, librandosi in volo e dettandoci messaggi spirituali. Un viaggio dell’anima che la Curci riesce a tradurre con i suoi meravigliosi colori di ricerca, partendo dai fondali marini e fino allo strato alto dell’atmosfera. (Angelo Scialpi)Sandro Curci – “Eruzione” e “Napoleone Bonaparte”C’è molto rosso nelle opere di Curci; forse è rabbia, forse è desiderio di qualcosa che stenta a realizzarsi o che viene rigettata; forse entrambi. La rabbia potrebbe essere identificata con l’ira del vulcano; più che dio del fuoco sembra un dio della terra, pronto a dimostrare la sua forza per controbattere la indolenza degli uomini, in cambio di denaro sempre più vile e forse anche inutile. L’altra immagine, vigorosa, ci riporta al desiderio di ritrovare persone forti, comunque eroi in grado di fermare qualcuno, anzi i molti che continuamente vanno cancellando il vivere civile e complicando la vita della gente. Si chiamavano cavalieri, poi templari, poi moschettieri o martiri, poi anche bonaparte. Il riferimento evidenzia la necessità di essere forti oggi, sia fisicamente che intellettualmente. Notate i colori di entrambe le opere: un crescendo di tonalità che arriva a sconvolgere perfino il volto del cavallo. Chissà ! (Angelo Scialpi)Dora Flavianna – “Appunti di viaggio” e “Luce nel roseto”“E’ possibile definire la visione del soggetto in cui si può notare non soltanto la faccia reale, ma anche quella che un particolare punto di vista, che è realtà , ci nasconde. L’immagine riesce a proiettare attorno a sé la sua intera esistenza dispiegando i propri piani e le proprie superfici e incorporando anche l’atmosfera che lo circonda… I colori sono colori naturali, vigorosi, monocromi, così che le immagini vengono spezzettate e poi ricostruire, definite e poi ripensate, quasi a mo di diverse angolature e di diversi punti di vista, in cui si adegua e si sviluppa quella personale convinzione che attiene la consapevolezza dell’artista in riferimento all’oggetto o alla persona che dipinge. I colori formano una bellezza assoluta perché vivi, forti, significativi, ma creano un panorama disastroso, senza un perché, mi suggerisce l’autrice, ma il perché c’è e si nasconde nella realtà , a volte triste e amara che si svolge attorno a noi e dentro le nostre persone. Osservare un dipinto di Dora significa cogliere il bello e il triste della vita.” Se non fosse intrisa di codici e di norme avrei difficoltà a comprendere la sua etica di vita, ma siccome lo è, deduco che la mamma e poi la donna diviene sempre guida silenziosa e spirituale nella ricerca della ragione, del buon senso e della giustizia. Le opere presentate confermano la sua ispirazione artistica e la pongono ulteriormente impegnata nella ricerca della luce, da un lato, e del rispetto della persona, dall’altro. (Angelo Scialpi)Ferruccio Furiosi – “La masseria”Dalle sue opere traspare la innocenza e lo charme del suoi lavori che gli valgono la nostra riconoscenza per la potenza creativa in cui evidenzia la trasparente visione della vita e del suo ambiente, anche se si tratta di un ambiente semplice e antico, conosciuto e utilizzato, anzi adottato. La sua visione è di grande forza immaginativa per cui viene da pensare che essa è ispirata dalle sue aspettative, dalla speranza espressa, dalla voglia di partecipare il suo mondo da protagonista, o meglio da persona che, come tutte, è in grado di esprimere la sua idea, la sua forza vitale in un panorama semplice, forse anche povero, ma che, grazie alla presenza dell’uomo, ha pur sempre qualcosa da dire e da dire per sempre. L’arte ha da sempre questa forza e questo rimanere eterno. La sua pittura segue il proprio istinto senza seguire quelli che sono i dettami tecnici o “filosofici” delle espressioni artistiche del “momento”. Ferruccio Furiosi dipinge per se stesso, esprimendo senza compromessi una visione realistica e poetica, fantasticando ed accentuando le forme e la realtà . La sua pittura, come in genere quella Naïf, è costituita da un'esecuzione elementare e semplice e racconta in modo fiabesco scene di vita quotidiana, con un ricco accostamento di colori, usati generalmente puri. Alla tonalità quasi monocroma, temprata da terre verdastre e grigie, con i grandi pannelli sulla storia della vita umana nelle terre del sud, si contrappone, in maniera suggestiva, il contrasto di chiari colori.” (Angelo Scialpi)Maria G. Gallo – “Atmosfera sul mar piccolo” e “Terra di Puglia”Eterna innamorata della propria terra, delle abitudini e delle caratteristiche, umane e ambientali, del suo habitat. E’ difficile pensare che qualcosa non sia bella per Maria Gallo… e si, lei è positiva, vede positivo, è sostenuta da una espressione delicata, quale quella dell’acquerello, che diffonde la sua anima sulle tele o cartoncini che utilizza, a seconda della necessità . Come si fa a non evidenziare la bellezza della terra pugliese, le sue caratteristiche tipiche fatte di terrazze e di abitazioni rurali singolari, ma anche di quelle tipiche postazioni ambulanti che si incontrano lungo i percorsi per proporti le cose buone della natura: le cozze, le arance, l’uva e i meloni, ma non solo. Tutto sembra evanescente, invece è soltanto reso naturale dai colori tipici di Maria Gallo che non soltanto racchiudono la sua anima, ma riescono a stenderla sulla tela o sul cartoncino e da essi ai suoi fruitori. (Angelo Scialpi)Cosimo Greco – “Santa Cecilia” e “Venezia” Il suo è un dipingere surreale, che recupera il senso della verità delle cose e propone l’osservazione della magnificenza dell’operato dell’uomo. Attrae la sua pittura, poi ti induce a riflettere e quindi ad osservarla per far emergere l’anima profonda dell’autore. Il suo mondo di putti riesce a definire bene il rapporto tra il terreno e il divino. La musicalità non è solo data dalla presenza del pianoforte, ma dal coro unanime di ricerca del vivere musicalmente; a questo coro si uniscono gli angeli per armonizzare al meglio la espressione tonale che ricerca un vivere nella bontà . Il paesaggio veneziano sembra trasformare la stessa armonia di voci in sinfonia di creatività , di sacra maestria che rimane a perenne testimonianza del passare degli uomini buoni e di quelli che vorrebbero esserlo. I colori rimangono vivi, le proporzioni adeguate alla volontà espressiva dell’autore. (Angelo Scialpi)Lina Mannara – “Seduzione” e “A te tuo figlio”L’autrice ci porta in maniera subliminale in un mondo che sappiamo essere esistito, ma che vorremmo sempre considerarlo per ritornare a comprendere il grande ruolo della donna. La seduzione del primo approccio, ma anche quella della persona di valore; la seduzione quale forma delicata di abbraccio con la maternità , ma anche con quella forza di inimitabile bellezza che sprigiona l’amore. Poi il ritorno, che non è più seduzione, ma recupero e custodia di un amore eterno: il figlio. C’è ogni espressione umano nel volto di donna affranto per la morte del figlio, ma ancora di più per le torture subite e, ancora, per le ingiustizie che lo hanno portato sulla croce. La pittura di Lina Mannara ci affascina per il suo significato interiore, per la struttura stessa delle opere e per il significato umano che conferisce alla donna in un tempo in cui sembra stia perdendo la sua femminilità divenendo sempre più non donna. I colori pastosi e forti contribuiscono a conferire all’opera un valore di altro apprezzamento. (Angelo Scialpi)Franco Nitti – “Giocatori di carte”A vederli sembrano gli amici di sempre, quelli del passato che eravamo soliti incontrare nei bar, ancor prima nelle taverne, oppure negli scantinati delle proprie case. Persone buone, padri di famiglia e lavoratori, ma anche giocatori di carte e fumatori. L’opera va vista nel suo assieme ed acquista valore mano a mano che riporta alla memoria sensazioni di vita passata che ti permettono di fare subito il paragone con il presente. Allora c’erano le taverne, oggi le discoteche e i pub, Mancavano però le droghe e i motori. Gradevole l’uso dei colori e anche laatmosfera che l’opera riesce a creare, meno le proporzioni. (Angelo Scialpi)Michele Panarelli – “Natura morta” e “Paesaggio”Anche Michele Panarelli evidenzia un sud dai colori primordiali : azzurro cielo, bianco calce, l’odore della terra. La sua ispirazione trae origine direttamente dalle cose che viviamo, all’aria che respiriamo, alla bellezza cromatica della natura che emerge con tutta la sua possanza interiore e si trasferisce nell’agire dell’uomo, nel pensare di una comunità , nella espressione di una civiltà che ha organizzato e preparato quella attuale, anche se sembra essere ricaduta nell’oblio. La sua pittura è tesa ad esaltare l’ambiente e coloro che l’hanno abitata. Ha facilità di espressione Panarelli e riesce ad imitare le cose naturali e a riportarle sulla tela per donarci una opportunità : pensare alla semplicità del passato.. ma ormai rimane solo ricordo e come tale sempre in grado di esercitare la memoria e quindi guardare meglio nel futuro. (Angelo Scialpi)Cataldo Piccoli – “Tramonto a Lido Torretta” e “Natura e colori in armonia”Ha ragione Aldo Piccoli: La natura non può non essere in armonia con la vita; essa ti segue sempre e ti accompagna anche oltre la vita. Si evidenziano, nelle opere di Aldo, le caratteristiche del suo carattere, della sua indole, del suo essere uomo di servizio. Un artista che dedica la propria esistenza al servizio degli altri non può non meritare la giusta considerazione. Allora ecco che attraverso la sua espressione artistica, peraltro non nuova anche se è passata in secondo piano, riusciamo a scorgere un lato diverso di Aldo Piccoli che conferma la sua dedizione al volontariato e alla operatività culturale a favore della propria gente e non solo. Aldo ci offre e ci dona paesaggi che abbiamo sempre amato; paesaggi marini che ricordano la infanzia e la storia passata, ma quando ci va a proporre il rametto quasi in fiore che viene accarezzato dalla brezza e, a sua volta, bacia l’aria per abbellire la terra, beh, allora vuol dire che siamo di fronte ad una sensibilità che ha saputo tradurre in incanto la più piccola espressione della natura: eterna generatrice di riferimenti e di insegnamenti. Aldo Piccoli rimane un uomo di riferimento, anche per la sua arte di vivere che rimane grondante di esperienza e sensibilità proprie. (Angelo Scialpi)Cinzia Raffo – “La canzone degli angeli” e “Nell’orto degli ulivi”E’ come dire: annunciazione della vita e presagio di morte! Rimane il grande mistero della esistenza. A volte abbiamo paura della morte perché riusciamo a conoscerla, anche se per un istante; ma non conosciamo il dolore della nascita. La questione che la mistica Cinzia Raffo ci propone è, invece, proprio quella della vita. E’ per vivere che occorre la scienza. La Raffo ci ripropone i problemi del vivere a contatto con certa gente e ci mette in guardia da detrattori, malfattori e traditori: elementi dominanti della società contemporanea, a sua volta succube di un agire scorretto e sconsiderato. Anche in queste opere, come in molte altre, si ripropone il dualismo bene-male e la difficoltà di vivere che esso crea. Belle le figure, ben proporzionate e in perfetta armonia tra di loro e con l’ambiente in cui agiscono, mentre i colori riescono ad evidenziare i sentimenti e gli stati d’animo interiori dei protagonisti. (Angelo Scialpi)Teresa Scialpi – “Composizione floreale” e “Fondo marino”A guardarli bene, i fiori di Teresa Scialpi sono una armoniosa generazione della natura. Colori e fattezze riportano alla madre terra. Sono fiori veraci, belli nel loro complesso, ma non soltanto illustratori del bello floreale. C’è la forza della appartenenza generazionale. Il bello è che non sono in un vaso, né nella terra, ma sospesi nell’aria e traggono luce diretta dai colori dell’atmosfera. Una opera particolare per la sua cromaticità , ma anche per la sua forma. Questa tendenza la si può riscontrare anche in “Fondo marino”. I colori del mare, ma anche la stratificazione dei coralli e il sovrapporsi del tempo costituiscono gli elementi ispiratori che definiscono immagini e pensiero, intrisi di verità temporali. I colori riescono ad esprimere i moti interiori dell’artista che emergono in tutta la loro sensibilità e definiscono una creatività gentile, ma profonda. (Angelo Scialpi)Piero Strada – “La cascata e Paesaggio veneziano”Pittura della ricerca di una condizione in grado di uguagliare quella del proprio animo, almeno quella desiderata. La abilità artistica non è semplice, anzi è ricca di particolari che solo una fantasia costruttiva riesce a organizzare. In questo scenario tutto sembra essere adeguato fino a far concepire con la fantasia un ecosistema di cose e persone in un ambiente certamente surreale, così come lo sono molti pensieri innovativi e molti desideri che sono prospettive nuove di vita. Quella cascata, quasi umanizzata e posta tra una scala e un muretto a secco, domina la scena, anche per luminosità , e conferisce, sia ai fiori che alle persone, una condizione di completo adeguamento alla unità suggeritrice e indagatrice di uno stato di serenità collettivo per una qualità della vita. La stessa rappresentazione è da ricercare nel paesaggio veneziano, ma con minore successo, forse per l’eccessivo utilizzo di un paesaggio unico al mondo, ma molto sfruttato. (Angelo Scialpi)Circolo socio-culturale “Lino Agnini” - San Giorgio J. 02.05.2010 Pubblicato da eyes48 alle 21:49 0 commenti venerdì 30 aprile 2010 Il ritratto di Mina Miano “Monteiasi: un occhio di riguardo”Ci sono molti modi e mezzi per raccontare una storia; c’è la narrativa, la poesia, l’arte e la architettura. Questi sono tutti modi difficili e di non facile esecuzione, a meno che non si tratta di raccontare un fatto convinti di trasmettere quello che si crede di dover dimostrare. Nel racconto si intrecciano e si snodano molti riflessi dell’animo umano che attengono a campi di ricerca diversi, a modi di pensare, a modi di essere, alle filosofie delle scienze umane. C’è sempre tanta psicologia, sociologia, antropologia in qualsiasi rapporto di fatti e di eventi che vogliamo evidenziare, usati in maniera oggettiva o asserviti ai propri punti di vista.Bisogna fare, però, sempre attenzione affinché il racconto non abbia ad essere la esternazione della propria volontà o delle proprie aspettative. Questo, se può capitare nella architettura o nella poesia, non dovrebbe accadere mai nella narrativa e nell’arte, le quali dovrebbero esplicare la obiettività delle cose e, semmai, far emergere quanto molti non riescono a capire o a vedere. L’arte si avvicina alla realtà quando evidenzia verità non facilmente visibili dall’occhio comune e riesce a suscitare la catarsi. Per estensione la semplice apparizione in televisione suscita sempre meraviglia negli altri.Raccontare una storia significa possedere la esperienza della conoscenza, la preziosità della introspezione, la conoscenza antropologica. La giovane artista Mina Miano ha parlato di studio della figura umana. Il racconto del viso esige obiettività , capacità di ponderazione e bisogna sempre avere un occhio di riguardo per rispettare fatti e uomini, identità e comportamenti, protagonismo e secondo piano. È evidente il fatto che per poter fare un ritratto occorrono tutte le conoscenze che servono per poter raccontare un fatto. A testimonianza del valore del racconto, una ricerca che riguarda la osservazione della necessità di saper raccontare una storia, si inserisce direttamente nella comprensione dell’agire delle nuove generazioni. Il riferimento è dato dalla necessità di andare a capire l’andamento della società contemporanea in termini di istruzione e la necessità di essere oggi cittadini adeguati al vivere complesso della quotidianità . Il racconto, se osserviamo la realtà odierna, rimane la forma espressiva più complessa, complicata al punto da andare a falsare la stessa verità delle cose, oppure al punto di renderla scientificamente attuale.La narrativa è il modo più completo per dire e capire le azioni umane, se poi le azioni umane sono riportate sui volti e tra le stratificazioni temporali del nostro viso, beh, allora il ritratto diviene un racconto che evidenzia la vita e lo si può intendere come immagine speculare di noi stessi, ma anche a quel punto occorre discernere l’obiettività dalla soggettività . Il ritratto, come la narrativa, è creazione e produzione: ponesi ed estetica: creazione della percezione mediata dal senso.C’è un esempio in cui la narrativa entra nell’arte e coinvolge le scienze umane. “Il ritratto”, appunto, ma di Dorian Grey; un ragazzo particolarmente bello, il quale, proprio in virtù del suo straordinario fascino, viene dipinto in un quadro dal pittore Basil. Dorian viene però anche plagiato e iniziato al culto della bellezza dall’esteta Lord Henry, il quale gli spalanca contemporaneamente le porte del Male, ribadendogli più volte: «La vita ha in serbo tutto per voi. Non c’è nulla che voi non possiate ottenere, con la vostra straordinaria bellezza.» Mentre Dorian contempla la sua bellezza fedelmente raffigurata nel quadro esprime il desiderio che il dipinto possa portare al suo posto i segni del passare del tempo, in modo che la sua bellezza originaria si possa mantenere per sempre inalterata. Il ‘patto col diavolo’ però si realizza e, mentre il quadro porta i segni dell’età che avanza, l’anima di Dorian porta quelli della progressiva decadenza morale per l’eccessiva dedizione al culto del bello. Lo stesso Wilde ebbe a dire che: “Basil è ciò che penso di essere. Henry è ciò che il mondo pensa di me. Dorian è ciò che io vorrei essere”.La narrativa artistica è l’antidoto formidabile alla dispersione di identità , più di qualsiasi altro tipo di narrativa. Qui è il passaggio all’oggi. La globalizzazione infrange tutto per cui la narrativa è magistra vitae, in quanto oggetto di scienza (saggezza) e della tecnica: organismo vitale che si relaziona con tutti gli altri organismi vitali. La narrativa parla al lettore per cui alla poiesis dell’autore corrisponde la catarsi del lettore, divenendo fonte per trasformare e migliorare se stesso e gli altri nelle azioni della vita, estendendosi così alla verità e alla morale. L’artista come fonte di verità !Allora si può affermare che l’artista è il creatore delle cose belle: questo è lo scopo dell’arte. Il critico, quindi, potrebbe essere colui che traduce in una nuova espressione la percezione delle cose belle. Mina Miano ci ha offerto questa occasione per poter parlare della attualità , per poterci conoscere meglio, per capire meglio il veloce scorrere delle azioni e dei comportamenti. Quanta gente ha fatto ritratti! Ma l’impegno della Miano ci porta a riflettere sulle cose che ci riguardano da vicino e incontrare le persone con le quali viviamo ogni giorno e con le quali ci rapportiamo nella vita locale.Protagonisti sono alcune persone monteiasine, scelti a caso, semplicemente gli ho prima scattato alcune foto e poi ho eseguito il ritratto. La mia idea è nata due anni fa dallo studio anatomico del volto, poi si è evoluto e ad oggi ho realizzato circa 40 lavori. Sono tutti su cartoncino o fogli di tela, realizzati la maggior parte in bianco e nero a matita e carboncino, alcuni a colori con tecniche miste come acquerello, matite colorate, sanguigna. Ma questa necessità della Miano di ritrarre alcuni suoi concittadini ci potrebbe portare lontano e cercare di recuperare il senso forte del localismo, della presenza di certe persone, dell’omaggiare una comunità che, forse, non fa abbastanza per evidenziare i suoi cittadini, le loro virtù, il loro continuo agire in termini di umanità e di vita in diretta, anche dal punto di vista pedagogico. La continuità !Quando ci chiediamo che tipo di uomo costruire oggi per la società , occorre prima essere capaci di insegnargli come poter raccontare una storia in quanto il racconto, nel caso specifico il racconto artistico, è la costruzione della capacità di comprendere la modernità partendo dal passato, diversamente diventa difficile qualsiasi confronto e ricerca della comprensione delle cose attuali.Il ritratto è una rappresentazione di una persona secondo i suoi reali lineamenti. In realtà il ritratto non è mai una schietta riproduzione meccanica delle fattezze, ma vi entra comunque in gioco, per definirsi tale, la percettibilità dell'artista, che interpreta le forme secondo il suo gusto e secondo le caratteristiche dell'arte del tempo in cui opera. Si potrebbe affermare che la modernità si trova in ogni nostro agire, per cui la stessa visione delle cose determina una certa volontà di vedere le stesse cose. E’ possibile che attraverso il ritratto di determinate persone si possano tracciare i lineamenti di una comunità stessa. Se osserviamo i ritratti della Miano viene spontaneo identificarli con le caratteristiche e le peculiarità di una comunità Ci sono molte figure determinanti, come quella del sacerdote, della energica vecchietta, dell’uomo semplice di piazza, della mamma, della nonna, del giovane che definiscono un certo modo di essere stato comunità e ciò che si vuole essere, partendo dal certo esistente. Tutte le verità possono essere dimostrate per il rovesciamento del principio secondo cui è l’arte che imita la vita, trasformandolo nel presupposto per il quale è la vita ad imitare l’arte.L'arte si fa scienza per ritrarre le città . Ricostruire la memoria e con essa la identità della città : è questa una forte vocazione dell’uomo. La memoria è conquista quotidiana che ricerca la salvezza e non può, contrariamente alla idea comune, starsene in disparte e attendere. La divulgazione e la diffusione sono dei compiti importanti che la società civile deve perseguire per tenere alto l’orgoglio civico e il senso della appartenenza. Il dovere non è mero rispetto della regola, ma capacità di saper trasmettere agli altri la propria cultura per permettere alle generazioni future di contare sui valori della appartenenza.Venerdì 30 aprile 2010 - Centro Culturale “Gruppo Anonimo '74” - Monteiasi Pubblicato da eyes48 alle 20:00 0 commenti sabato 3 aprile 2010 Il silenzio del Sabato Santo Il sacrificio dell’uomo, dopo il suo compimento, impone il silenzio, quindi crea la conoscenza e avvia la riflessione. Mai occasione più propizia per alzare lo sguardo ci viene offerta dalla fabbricazione del dolore. Il dolore, per sua natura, è il compendio di un danno, la consapevolezza di una strappo, la rottura di quanto l’uomo va sforzandosi di costruire per dare un senso alla vita e realizzare il valore cristiano: considerazione della persona nel rispetto solidale, come il sacrosanto rispetto dei suoi diritti.Il ripetersi dell’evento, da ormai due mila anni, deve proporci rinnovata motivazione, altrimenti rischia di divenire ricorrenza per alcuni, festa per altri, folklore per altri ancora. Pochi a seguire, ma molti a guardare, accovacciati sui marciapiedi, addossati per meglio avvertire il calore dei corpi, mentre l’uomo passa!Il dolore crea esistenza come la evoluzione del pensiero nella fronesi della vita. Esso deve essere foriero di nuovi suggerimenti, di nuovi consigli, di nuove proposte sul come andare a continuare ad aprire gli occhi alla luce.Questo Sabato Santo sembra proporci il flagello della essenza spirituale contemporanea, lo sbrandellamento del senso della responsabilità individuale fondato sulla arroganza e sulla prevaricazione e sembra intriso di forte disapprovazione sulla costruzione delle strutture giovanili; strutture sulle quali poggiare il domani di tutti.Il mistero del Sabato Santo ti prende, ti avvolge e ti pone al cospetto dell’uomo, di te stesso per poter brandire la forza necessaria per gridare alla mistica della Resurrezione con nuova forza e resistenza.Buona Resurrezione! Pubblicato da eyes48 alle 22:53 0 commenti Post più vecchi Home page Iscriviti a: Post (Atom) di Angelo Scialpi angeloscialpi@email.it Tavole ▼  2010 (13) ▼  luglio (1) E se ci fossero gli autovelox ►  giugno (2) Verso la Unità d'Italia Il lungo cammino della integrazione. Uniti nella f... ►  maggio (2) La regione Puglia Collettiva in onore del Santo Patrono Giorgio ►  aprile (2) Il ritratto di Mina Miano Il silenzio del Sabato Santo ►  marzo (1) “Far emergere le cose positive della politica senz... ►  febbraio (2) Io canto! La sempre attuale questione morale ►  gennaio (3) Il divenire della informazione e delle idee Arber View more documents from jamboo. Facciamo spesso un uso improprio dei valori di uom... ►  2009 (18) ►  dicembre (2) Che vita meravigliosa! Tra gratta e vinci, turbolenze caratteriali e soci... ►  novembre (2) Il senso purificatore dell’arte naif diFerruccio F... Come scuoteremo le coscienze degli italiani ►  ottobre (1) Il libro della salute(Scuola e Sanità ) ►  settembre (1) Kabul: un attentato per riconquistare la pace e la... ►  agosto (1) Società in movimento“Come andare a ricominciare!” ►  luglio (2) La bellezza per ricercare la sapienza nella forza... I quadrati magici tra gioco, mito e ricerca psicol... ►  maggio (2) La morte assomiglia a Dio e l’uomo dovrebbe saper ... Piano piano ►  aprile (3) Resistere per essere liberi! Dipingere con la luce: il fotocontatto Vivere! ►  marzo (1) Giorgio Persico“Guida alla flora del Mincio e …..”... ►  febbraio (1) Il valore dell’appartenenza ►  gennaio (2) Nel giorno della memoria occorre ricordare per con... |